ACCONTO IMU E TASI 2018 – 18 giugno 2018

L’acconto dell’accoppiata Imu-Tasi quest’anno slitta al 18 giugno. Andrà messa in rilievo principalmente l’esenzione a favore delle abitazioni principali, dove il possessore e famiglia hanno la residenza anagrafica e dimora fisica. Fanno eccezione le dimore di lusso accatastate in A1, A8 e A9.
L’abolizione delle imposte si applica inoltre all’immobile assegnato all’ex coniuge legalmente separato e all’immobile degli appartenenti alle forze dell’ordine trasferiti per ragioni di servizio.

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ROTTAMAZIONE BIS: istanze di adesione sotto la lente del Fisco

Fino al 30 giugno 2018 tutti coloro che hanno inviato la loro istanza di adesione, dovranno aspettarsi l’invio, da parte dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, della comunicazione delle somme dovute senza corrispondere né sanzioni né interessi di mora.

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IL REDDITO DEGLI ITALIANI

Il reddito medio dichiarato dagli italiani sale a 20.940 euro, in aumento dell’1,2% rispetto al reddito complessivo medio dichiarato l’anno precedente.
Il 45% dei contribuenti italiani dichiara fino a 15.000 euro e versa il 4,2% dell’Irpef totale mentre i “Paperoni” con oltre 300.000 euro di reddito sono 35.000 mila (lo 0,1%). Oltre 10 milioni di persone in Italia hanno un’imposta netta pari a zero.
La regione con reddito medio complessivo più elevato è la Lombardia (24.750 euro), seguita dalla provincia di Bolzano (23.450 euro), mentre la Calabria ha il reddito medio più basso (14.950 euro). Rimane pertanto notevole la distanza tra il reddito medio delle regioni centro settentrionali e quello delle regioni meridionali.

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Aprile 2018

Visto di conformità 730: cos’è e come funziona?

Il visto di conformità 730 è un obbligo sancito dall’art. 35, comma 2, del D.Lgs. n. 241/97 il quale prevede che per tutti i modelli 730 elaborati dai CAF e dai professionisti, inclusi i modelli 730 integrativi, vi sia l’obbligo di apposizione.

Il visto di conformità serve ad attestare la corrispondenza tra i dati dichiarati nel modello con quelli della documentazione fiscale esibita dal contribuente ai fini degli oneri deducibili e detraibili, le detrazioni e i crediti d’imposta.

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80 euro: per colf e badanti l’accredito è tramite 730

Il bonus da 80 euro non è precluso ai lavoratori domestici, cambia solo il modo in cui viene attribuito il credito. Di solito è il datore di lavoro – quando facente funzione di sostituto d’imposta – ad attribuire direttamente gli 80 euro al dipendente nella busta paga di fine mese. In ogni caso, anche laddove il datore di lavoro omettesse erroneamente l’attribuzione del bonus in busta paga, il dipendente potrebbe comunque recuperarlo attraverso la prima dichiarazione dei redditi utile.

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ISEE 2018: documenti necessari da presentare al Caf

Riguarda la documentazione che il cittadino deve portare al Caf per richiedere la compilazione del modello DSU, dichiarazione sostitutiva unica che serve ai fini di rilascio della certificazione dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente.

Tale certificazione, che serve a misurare la situazione reddituale e patrimoniale del nucleo familiare, è indispensabile per accedere a determinate prestazioni, agevolazioni, bonus e forme di sostegno al reddito concesse dal Welfare italiano per servizi come asili nido, assistenza domiciliare, diritto allo studio universitario, libri di testo gratuiti, assegni di maternità, assegni per i nuclei familiari con almeno tre figli.

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Marzo 2018

CANONE RAI: esenzione più generosa per gli ultra 75enni

Si alza nel 2018 la soglia di reddito dei cittadini con 75 e più anni ai fini dell’esenzione dal versamento del Canone tv. L’asticella passa infatti dai precedenti 6.713,98 agli attuali 8.000 euro stabiliti dal decreto del 16 febbraio 2018 del Ministero dello Sviluppo economico già pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Per maggioni informazioni clicca QUI

DEDUCIBILITÀ CONTRIBUTI PER BADANTI– Sono deducibili i contributi previdenziali sostenuti per una badante assunta tramite un’agenzia interinale?

Sono deducibili dal reddito complessivo i contributi previdenziali e assistenziali versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare (ad esempio, colf, baby-sitter e assistenti delle persone anziane) per la parte rimasta a carico del datore di lavoro, fino a un importo massimo di 1.549,37 euro (articolo 10, Tuir). Per maggiori informazioni clicca qui

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